Bergamo al 60° posto tra le provincie italiane per qualità della vita La provincia orobica perde ben 40 posizioni nell’annuale classifica del Sole-24 ore, scivolando dal 20° al 60°, con un punteggio di 484, un solo punto sopra la media. Il crollo bergamasco è una delle performance peggiori tra le 103 province italiane: dopo Prato è quella che perde il maggior numero di posti. La graduatoria stilata quest’anno dal quotidiano economico di Confindustria registra anche l'uscita di Milano e Roma dalla top ten, vede Aosta al primo posto e Caltanissetta all’ultimo.
La ricerca “Qualità della vita nelle provincie italiane”, giunta alla 19esima edizione, prende in considerazione sei macro-aree: tenore di vita; affari e lavoro; servizi, ambiente e salute; ordine pubblico; popolazione; tempo libero. Per ognuna di queste sono individuati sei indicatori specifici (per un totale di 36) quali, ad esempio: il Pil pro capite; la disoccupazione; le infrastrutture; i reati denunciati; gli acquisti di libri; il numero di associazioni di volontariato rispetto alla popolazione.
Vediamo nel dettaglio i dati raccolti nei vari settori per Bergamo: maglia nera nell'ordine pubblico, dove la nostra provincia si trova sul fondo della classifica, all'82° posto, registrando un netto abbassamento della vivibilità e l’aumento della percezione dell’insicurezza tra gli abitanti. Gli indicatori specifici per rilevare tale posizione sono: microcriminalità (151 borseggi o scippi ogni 100 mila abitanti), appartamenti svaligiati (90esima, con 385 ogni 100 mila abitanti), furti d'auto (76esima, con 166 ogni 100 mila abitanti), allarme rapine (79esima, con 52 ogni 100 mila abitanti), giovani fuorilegge (39esima, con 10 minori denunciati ogni 1000 abitanti) e variazione dei delitti denunciati negli ultimi 5 anni (qui Bergamo registra un aumento del 60% dal 2003). Una situazione stazionaria rispetto all’anno precedente, di pari passo con Brescia (all’83°).
La sezione affari e lavoro pone Bergamo al 45° posto, con un calo negli investimenti, nel potere di spesa dei cittadini e un aumento, seppur lieve, della disoccupazione.
Scivola anche sul versante delle opportunità per il tempo libero, posizionandosi come 60esima (con un indice di 387su una media di 423), secondo indicatori quali le spese per la cultura, gli eventi organizzati sul territorio e la partecipazione. Male sul versante cinema e musica, rispettivamente al 62° e al 68° posto con 1.726 spettacoli cinematografici e 37 concerti dal vivo ogni 100mila abitanti. Ancora più giù la posizione rispetto alla presenza di bar e ristoranti: 78esimi con 3.755 esercizi ogni centomila abitanti. I Bergamaschi si difendono sul fronte della sportività: in questo caso siamo 42esimi. Un dato piacevolmente sorprendente è quello relativo all’acquisto di libri: siamo al 25° posto. Un deludente 53° posto si registra, invece, nel settore solidarietà, con solamente 0,72 organizzazioni di volontariato ogni 1000 abitanti.
Bergamo si piazza al 22° posto per immigrazione (più del 9% della popolazione sono stranieri) e al 92° per densità demografica, con 389 abitanti per chilometro quadrato, poco sopra Lecco, Padova e Como; 57esima nella graduatoria dei nuovi nati: 1,018 ogni mille abitanti e 27esimanel rapporto giovani/anziani (0,9% di giovani tra i 15 e i 29 rispetto agli over 65). Nel complesso, dunque, Bergamo è al 66esimo posto, in calo rispetto all'indagine dello scorso anno, nella sezione denominata peculiarità della popolazione.
Tiriamo un respiro di sollievo per quanto riguarda il tenore di vita: in questo caso la Bergamasca è 17esima, migliorando rispetto agli anni passati (con 639 punti su una media di 569). Un ottimo 11° posto per ricchezza prodotta, con un Pil pro capite di 32.396 euro all'anno e per l'importo delle pensioni (una media di 814 euro al mese); 8° posto per i depositi bancari: 15.90 euro per abitante. Basso l’indice dei consumi in rapporto alle possibilità: 40° posto, con 1.263 euro per auto, mobili ed elettricità. L'indice dell'inflazione pone Bergamo al 34° posto e la fa scendere all’88° per il costo degli appartamenti, con 3.120 euro per metro quadrato nelle zone semicentrali. I Bergamaschi ne risultano, quindi, benestanti ma più risparmiosi.
Se si analizza il settore dei servizi, dell'ambiente e della salute la città ottiene un buon 22° posto (con 553 punti su una media di 517), sottolineando che a Bergamo il verde pubblico è un bene valorizzato e la provincia vanta ottime strutture ospedaliere. Buona è la presenza di infrastrutture (23esima) e il punteggio ottenuto nell'indice di Legambiente (20esima), anche se l'anno scorso la situazione era migliore (nei primi dieci). Male, invece, sul fronte della scuola e della giustizia. Il tasso di dispersione scolastica vede Bergamo al 46° posto con un indice di 1,3 abbandoni. Nonostante l'Università di Bergamo registri ogni anno un record di iscritti, solo 51 giovani su 1000 persone tra i 25 e i 30 anni sono laureati (93° posto). Anche la giustizia non brilla, anzi, è lenta: Bergamo è 47esima per numero di cause esaurite rispetto a quelle nuove e pendenti. Infine la sicurezza stradale: 32esima per numero di incidenti (288 ogni 100mila abitanti).
Silvia Valenti
30 / 12 / 2008
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