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"Carmen" al Ponchielli: grande successo

Più che soddisfatto ed entuasiasta. Così può essere definito il numeroso pubblico che ieri sera ha gremito gli spazi del Teatro Ponchielli per assistere alla prima di Carmen.

Dopo quasi 10 anni di assenza dal palcoscenico cremonese, la famosissima opera di Bizet è stata riproposta, nell’ambito della consueta Stagione Lirica, con un nuovo allestimento. L’opera è stata eseguita in lingua originale con sopratitoli in italiano.

Nonostante la giovane età, i cantanti solisti hanno mostrato notevole talento non solo nel canto ma anche nella capacità attoriale ed in quella coreografica. Il testo del libretto era molto ben comprensibile seppur nessuno dei solisti fosse di origine francese.

Il ruolo dell’eroina è stato infatti affidato al mezzosoprano canadese Nora Sourouzian, che l’ha già debuttato con grande successo in alcune piazze internazionali. Al suo fianco, nei panni di Don José, si è esibito il tenore venezuelano José Balestrini, che ha già colto importanti successi nei principali ruoli di tenore spinto: oltre a Don José, è già stato Cavaradossi in Tosca, Calaf in Turandot, Radamés in Aida, Canio nei Pagliacci.

Atteso e gradito ritorno al Ponchielli del baritono Claudio Sgura, autentica rivelazione della passata stagione per l’interpretazione nobile ed intensa del Macbeth verdiano, che ieri ha invece assunto i panni del torero Escamillo.

Meritatamente applauditissima la giovanissima Davinia Rodriguez, originaria di Las Palmas di Gran Canaria, che ha egregiamente interpretato il personaggio della timida e pudica Micaela.

Si sono fatte positivamente notare anche Eleonora Cilli ed Annunziata Vestri, rispettivamente nei panni di Frasquita e Mercedes.

Citazione meritata e doverosa anche per gli applauditissimi restanti personaggi maschili: Enrico Maria Marabelli che ha dato voce a il Dancairo, Ugo Guagliardo nei panni di Zuniga e Marcello Rosiello che ha interpretato Morales. Degna di menzione anche la partecipazione dell’attore Dario Cantarelli nel ruolo di Pastia.

Di grande impatto visivo e molto coinvolgenti, le numerose scene di gruppo che hanno visto esibirsi il Coro del Circuito Lirico Lombardo, preparato dal Maestro Antonio Greco, nei vari ruoli di soldati e sigaraie. I coristi sono stati inoltre superbi nella componente attorica, elemento comunque di gran fondamento anche all’interno di un’opera lirica. Gestualità, prossemica, movimenti sulla scena e mimica, in perfetta aderenza con la ritmica grintosa, ‘caliente’ e tipicamente ‘spagnoleggiante’ di alcuni passaggi, hanno infatti rivelato uno studio registico curato ed approfondito fin nei minimi dettagli, nonchè una direzione del cast attenta e scrupolosa.

Graziose, tenere ma soprattutto brave, le voci bianche provenienti dall’Istituto Pareggiato “C. Monteverdi” di Cremona ed istruite per l’occasione da Raúl Dominguez. I piccoli cantori hanno dato prova, non solo del loro talento in erba, ma anche di grande coraggio per essersi esibiti su un palcoscenico come quello del Ponchielli a fianco di grandi nomi.

Gran parte del successo è da attribuire anche all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali che ha sostenuto ed accompagnato i cantanti con un’esecuzione davvero impeccabile. L’organico è stato diretto dal Maestro Riccardo Frizza che ha condotto i musicisti con foga e passione, palpabili anche al solo ascolto.

Ottimo il lavoro del regista Ferdinando Bruni che ha messo in atto un allestimento scenico in perfetta aderenza con gli stilemi tradizionali. Proprio per questa scelta, ottemperata dallo stesso Bruni anche per i costumi, il risultato è stato più che piacevole anche per la vista, e non ha così infastidito i più conservatori, ‘allergici’ agli sperimentalismi registici. Perfettamente “a tema” anche le coreografie ideate da Adriana Borriello.

Un risultato dunque molto positivo di cui il Teatro Ponchielli può certamente farsi vanto. Di sicuro parte del successo è da ricondurre al fascino che Carmen ha da sempre suscitato. Dal punto di vista musicale l’opera è infatti disseminata di melodie orecchiabili, accattivanti ed ormai divenute popolari. La scelta poi, di portare sul palco un personaggio scandaloso ed immorale, uno spirito libero che oltrepassa i canoni del tipico ambiente borghese, e che oltretutto viene inserito in un entourage torbido, costellato di zingari e contrabbandieri, fà il resto. D’altra parte, il fascino ammaliatore cui soccombono tutti gli uomini che hanno a che fare con Carmen sta proprio in questo: nel suo essere “sensibilità mediterranea, brunita, arsa dal sole”, fatto espresso anche musicalmente dal timbro, che non è quello tipico del soprano ma quello più scuro del mezzo; dalla tematica amorosa intesa qui come qualcosa di concreto e sfrontato piuttosto che secondo una concezione platonica ed angelicata; e dal suo essere uno spirito libero, che come lei stessa canta “Quand tu verras là-bas, / comme c’est beau, la vie errante / pour pays l’univers; / et pour loi sa volontè! / Et surtout, la chose enivrante: la libertè!” (Quando vedrai, laggiù / com’è bella la vita errante, / per patria l’universo / e per legge la propria volontà! / E soprattutto, la cosa inebriante: la libertà!)

Carmen sarà replicata il 28 e il 30 novembre per poi trasferirsi negli altri teatri del Circuito Lirico Lombardo: a Brescia il 4 e 6 dicembre, a Pavia il 9 e l’11, a Como il 14 e 16 e infine a Bergamo il 19 e 21.

Nella recita del 28 novembre, a Cremona, il ruolo di Don Josè sarà interpretato da Mickael Spadacini, che ha appena terminato le recite di Nabucco (Ismaele) a Reggio Emilia.

Federica Ermete

27 / 11 / 2008


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