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Casalmaggiore (Cr) riscrive il Gabbiano di Cechov


Sabato 13 dicembre, alle 21, il Teatro Comunale di Casalmaggiore ospita lo spettacolo di Leo Muscato Gabbiano – Il Volo, da Anton Cechov.
Gabbiano di Čechov è una delle opere più rappresentate al mondo. Lo sfondo è la provincia russa, dove tutto agonizza e naufraga, dove la vita impigrisce e gli uomini istupidiscono. In questa provincia c’è chi ha accettato passivamente una condizione quasi vegetale, e altri che lottano contro l’appiattimento e l’azzeramento delle loro esistenze, delle loro ambizioni e della loro volontà di riuscire. Ogni tanto provano ad evadere dal pantano in cui sono immersi pensando a “Com’era bello dieci, quindici anni fa..” Ma quando il ricordo svanisce, non resta altro che la coscienza del fallimento e l’amara certezza di una condizione senza via d’uscita.
Il fallimento isola ogni personaggio nel proprio disperato universo; difficilmente trovano un modo per comunicare fra loro senza ferirsi, aggredirsi; ascoltano di preferenza se stessi, frantumando la propria angoscia in frasi e monologhi privi di un destinatario. Anche l’amore, in questa situazione, diventa impossibile; i personaggi cechoviani amano sempre le persone sbagliate, le persone che non possono rispondere, che non possono accettare. Medvedenko ama Maša, che ama Kostja, che ama Nina, che ama Trigorin, che è amato dall’Arkadina. C’è poi il disperato amore filiale di Kostja e Arkadina; quello geloso fra Polina e Dorn; e l’amore sconfinato di tutti verso l’Arte, il Teatro.
Lo spettacolo si sofferma su quest’ultimo aspetto. Il Teatro, per ciascuno di loro, rappresenta la possibilità ultima di evasione. Ognuno vive il teatro in modo diverso: chi come auto-celebrazione, chi come possibilità per diventare “famoso”; chi come mestiere logorante, chi come illusione di cambiare il mondo con le nuove forme; chi come ricerca dell’intima verità delle cose, chi come ricordo dei bei tempi che furono; chi come possibilità di evasione dalla sfiducia in se stessi, chi come sogno mancato; altri ancora come perdita di tempo.
Il lavoro drammaturgico eseguito da Muscato (Premio della Critica come Miglior Regista ottenuto nel 2007 al Piccolo di Milano, dall’Associazione Nazionale dei Critici Teatrali), è consistito in una ri-scrittura scenica dell’opera di Cechov. Il testo è epurato da ogni riferimento spazio temporale e, a parte i tre giovani: Nina, Kostja e Mascia, gli altri personaggi non hanno nome e sono identificati per categorie. Non vivono nella provincia russa, ma sono comunque isolati in un luogo astratto: ricordo di un teatro in bilico fra cielo e mare. La ri-scrittura scenica esaspera il duello fra generazioni che si disputano il dominio della politica culturale; la parabola della lotta fra coloro che detengono il potere (i vecchi mestieranti Arkadina e Trigorin) e quelli che non l’hanno e vorrebbero strapparglielo (i giovani Nina e Kostja). Kostja, poco più che ventenne sente di avere un talento smisurato, crede che il teatro abbia bisogno di nuove forme e lui sente di possederle. Nella sua testa, c’è come un chiodo che lo tormenta e che lo costringe a cercare una risposta alla domanda: “Chi sono io veramente? Grotowskji o una nullità?” Quando si è giovani e si hanno tante domande che affollano la mente, si ha anche bisogno di qualcuno che dia delle certezze. Kostja, davanti a sé ha risposte contrastanti; la ragazza che ama, sua Musa ispiratrice, gli dice che nei tuoi testi non c’è niente, non ci sono personaggi vivi; sua madre gli dice che non è in grado di scrivere nemmeno una stupida farsa da quattro soldi; di contro, un uomo che ha appena visto un suo lavoro gli dice che lo spettacolo gli è piaciuto moltissimo. A chi credere?
In scena si esibiranno attori di diverse nazionalità: Elena Arcuri, Andrea Pinna, Giulio Baraldi, Deniz Özdogan, Andrea Collavino, Simone Luglio, Francesca Cutulo, Vincenza Pastore, Rufin Doh, Alex Cendron e Barbara Bedrina. Ognuno di loro è un’ “eccellenza” di generi teatrali differenti: prosa, teatro danza, clownerie, canto lirico...
Si evoca così un mondo in cui possa esser credibile ogni sentimento scaturito dall’animo umano, indipendentemente dal colore della pelle che lo contiene e dalla lingua che lo esprime.
Teatro Comunale di Casalmaggiore
Stagione di Musica, Prosa, Danza 2008 - 2009
Direttore Artistico Giuseppe Romanetti
Via Cairoli 53, Casalmaggiore CR tel. 0375 284424 fax 0375 200251

teatro@comune.casalmaggiore.cr.it - www.teatrocasalmaggiore.it - www.vivaticket.it

Federica Ermete

09 / 12 / 2008




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