Comune Bergamo: risposta alla critica della "Gestione Bruni" Ecco qui di seguito la lettera che l' Assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo, Dario Guerini, ha inviato all'Eco di Bergamo e ha posto all'attenzione delle redazioni delle Testate dei Giornali Locali.
Nella sua replica alla relazione sull’attività della Polizia Locale del 2008, il consigliere Ceci ha dimostrato di non avere più argomenti per sostenere la presunta superiorità della gestione Veneziani rispetto a quella Bruni in tema di sicurezza.
Io non ho fatto alcuna polemica nella presentazione dei dati alla stampa lunedì 19 gennaio, li ho semplicemente analizzati nella loro oggettiva dimensione e confrontati con quelli dell’anno prima, come si è sempre fatto in queste circostanze negli anni precedenti, compresi quelli in cui “governava” il consigliere Ceci.
La critica pervenuta è maldestra, ancorata ad una visione superata della sicurezza urbana e delle soluzioni da mettere in campo; soprattutto è una critica superficiale, perché dimostra di non conoscere i dati, neppure quelli generati dall’amministrazione precedente.
Visto che Ceci è un cultore della pubblicità televisiva (come potrebbe non esserlo?), rispetto allo slogan dedicatoci “vi piace vincere facile”, riterrei più appropriato “fatti, non parole” che, tra l’altro, è anche più conosciuto ed apprezzato dai cittadini (stavo per dire dai consumatori).
Se Ceci chiede dati e confronti con gli anni della gestione Veneziani, eccomi pronto ad accontentarlo, almeno per le voci di attività più importanti, cercando di essere sintetico.
Partiamo con le sanzioni per violazione codice della strada. Nel 2008 sono state 113.650. Nel 2001 furono elevate 15.000 multe in meno con ben 18 agenti in più.
Vediamo ora le denunce a piede libero, dove i numeri sono ancora più esplicativi del cambio di efficienza e della migliorata dinamica del Corpo: 298 interventi nel 2008 contro i 61 nel 2001.
Gli arresti obbligatori in flagranza di reato raggiungono nel 2008 il numero di 50, l’indicatore più alto in assoluto nella storia della Polizia Locale di Bergamo.
Potrei continuare sugli interventi per presenza di nomadi, sui sopralluoghi presso immobili fatiscenti e presso phone center, ambiti in cui abbiamo registrato performance molto alte ed efficaci.
Penso che basti, ma se Ceci necessitasse di ulteriori dettagli anche per gli anni successivi al 2001, non ho difficoltà a fornirglieli.
Ma anche passando dai dati numerici alla qualità e all’efficacia delle iniziative, emerge la bontà e la superiorità del bilancio presentato sulla sicurezza.
Il trasferimento del mercatino dell’est dal piazzale della Malpensata alla Motorizzazione Civile, il contrasto all’abusivismo commerciale in via XX settembre, il netto miglioramento delle frequentazione dei Propilei, il coordinamento avviato con la grande Bergamo sul tema della sicurezza, il lancio del Centro per la mediazione dei conflitti avviato dalla polizia locale in collaborazione con l’Ufficio Mediazione della Caritas, ecc. ecc.
Anche sul metodo la nostra amministrazione ha segnato una discontinuità col passato, percorrendo la cosiddetta sicurezza partecipata, costruita sull’ascolto e sulla collaborazione dei cittadini, a partire dalla Circoscrizioni tutte. E se i risultati sono positivi è merito anche dello stimolo e della collaborazione ricevuta.
Infine riprendo la polemica sui vigili di quartiere, polemica che sta diventando francamente stucchevole. L’attenzione e l’intervento sui quartieri sono migliorati (lo dicono le cifre) anche riducendo la presenza fissa e rigida di agenti per circoscrizione. Anche volendolo, gli organici in continua diminuzione non ce lo avrebbero permesso, per questo abbiamo potenziato il Pronto Intervento, dando priorità alla flessibilità operativa. Ma su questo tema troppe volte ho relazionato in Consiglio Comunale e non voglio ripetermi.
La visione di Ceci è un po’ d’antan, legata ad una realtà ormai superata da ricette organizzative più efficaci e motivanti, che possono garantire interventi territoriali più flessibili ed efficienti.. Abbiamo dimostrato che, proprio grazie ad un migliore modello organizzativo, con meno uomini si può fare di più e meglio. Infatti i dati presentati sono stati raggiunti con l’organico “vecchio”, non ancora rafforzato dai nuovi innesti.
Anche per l’apertura degli uffici di via Coghetti, la scarsità dei personale ci ha spinto a privilegiare gli uomini sulla strada piuttosto che lasciarli allo sportello. Abbiamo anche aperto, a personale invariato, il presidio di via Quarenghi su due turni dal lunedì al sabato mattina (Ceci lo ha dimenticato nel pennino, forse perché gli conviene). Se ora via Coghetti ritorna alle aperture pomeridiane, a cui si aggiunge quella del sabato mattina, e il Presidio di via Quarenghi viene potenziato ed aperto per tutta la giornata di sabato è perché possiamo contare su più uomini. Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto. Appunto, fatti non parole.
Il consiglieri Ceci si rassegni, noi a giugno lasceremo una città più sicura di quella ricevuta cinque anni fa. Come politico può essere un boccone amaro, come cittadino spero che ne gioisca.
21 / 01 / 2009
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