La PFM canta De Andrè a Cremona: recensione Sabato sera è andata in scena un pezzo di storia della musica italiana con la PFM che si è esibita al Ponchielli di Cremona. Pubblico letteralmente in delirio per la storica band che ha avuto grande popolarità negli anni 70 sia in Italia che a livello internazionale grazie al loro stile “rock progressive”.
E a giudicare dal tutto esaurito del teatro gode tuttora della sua fama. Comun denominatore del variegato pubblico di giovani e non più giovanissimi che ha assistito al concerto di sabato è stato il desiderio di sentire della buona musica. La serata si è snodata in due parti: la prima dedicata al tour del 1978 che la PFM fece con De Andrè riproducendo parte dei brani del doppio album nato da quella tournee. Mentre nella seconda parte hanno cantato il loro repertorio. Fantastici gli assoli del chitarrista Franco Mussida ma anche Franz di Cioccio che sembrava un diavolo impazzito sul palco e gli altri componenti del gruppo si sono letteralmente superati regalando momenti di adrenalina allo stato puro al pubblico in sala.
Vorrei ricordare che tra i gruppi italiani di quel periodo cioè gli anni 70, (Banco del Mutuo Soccorso, Stormy Six, Osanna, The Trip, Area, Perigeo, Le Orme, Opus Avantra, New Trolls), è stato l'unico ad avere un duraturo successo dentro e fuori i confini nazionali. Musicalmente imparentato con gruppi come i Genesis o i primi King Crimson, la PFM ha saputo evolvere il proprio stile anche nei decenni successivi grazie alle notevoli doti strumentali dei suoi componenti. La Premiata Forneria Marconi è a tutti gli effetti l'evoluzione musicale e artistica de I Quelli, un gruppo che nella seconda metà degli anni sessanta, si era fatto conoscere nell'ambiente della discografia italiana per la qualità, la preparazione e la tecnica strumentale dei suoi componenti.
Nel 1979 la PFM incontrò nuovamente Fabrizio De André (con cui aveva collaborato al tempo de I Quelli per la realizzazione dell'album La buona novella) e con il cantautore genovese realizzò un tour da cui verrà tratta una fortunata coppia di album dal vivo (celeberrima la versione, arrangiata in chiave progressive, de Il pescatore).Quanto imparato con De André fu importantissimo per il gruppo, che iniziò a dedicare maggiore attenzione ai testi e all'aspetto comunicativo della propria musica. Alla band si era nel frattempo aggiunto il polistrumentista Lucio "Violino" Fabbri, mentre Franz Di Cioccio assunse il ruolo di front man e di cantante. Di Cioccio fu quindi affiancato, durante i concerti, dal batteristaWalter Calloni che in seguito diventò membro effettivo del gruppo.
Tuttavia per quanto bravo possa essere Di Cioccio, una cosa dobbiamo dirla, non potrà mai sostituire la voce inimitabile e lo stile che aveva De Andrè (per sua stessa ammissione). Inoltre, forse unica pecca della serata di sabato è stata la non idoneità del teatro, in termini di acustica, ad ospitare un concerto di questo tipo; le parole delle canzoni spesso non si percepivano in quanto coperte dalla parte strumentale.
Paola Ambrosino
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