La Traviata: RECENSIONE
Eccoci di nuovo qui a raccontare un’altra splendida serata al Teatro Fraschini di Pavia dove, Venerdì 26 Novembre e in replica Domenica 28 in prima nazionale ha debuttato la celeberrima Traviata di Giuseppe Verdi prodotta dallo stesso Teatro Fraschini in coproduzione con i Teatri del Circuito Lirico, nel nuovo allestimento scenico e musicale creato da Andrea Cigni, regista, ed il direttore Pietro Mianiti, titolare della cattedra di viola al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Tra i protagonisti Yolanda Auyanet, soprano spagnolo,Jean François Borras, giovane tenore lirico francese e Damiano Salerno. Nel cast Marianna Vinci (Flora Bervoix), Mila Pavlova (Annina) Saverio Pugliese (Gastone), Mirko Quadrello (Il Barone Douphol), Pasquale Amato (Il Marchese D’Obigny), Luciano Leoni (Il Dottor Grenvil), Alessandro Mundula (Giuseppe), Marco Piretta (Commissionario).
Probabilmente si sarebbe potuto riempire un altro teatro perché a pochi minuti dall’inizio dello spettacolo molta gente in cerca di un posto in platea si accalcava ancora in biglietteria.
Il regista Andre Cigni ha dovuto raccogliere qualche critica sotto il profilo scenico, pietra dello scandalo il balletto delle zingarelle, che si liberano di una gonna di velluto svelando un body nero e gambe affusolate nelle autoreggenti, sono inseguite da matadores in elegante smoking, un bordello in chiave moderna, reso ancora più vivo da quelle maschere bianche di Kubrick in Eyes Wide Shut in scene d’iniziazione sessuale.
Personalmente ritengo azzeccata la ricerca di rendere contemporaneo il tempo passato, di mostrare la vera vita vissuta dalla protagonista.
Credo che la critica sia stata volutamente un po’bigotta; non dico che non si debba difendere il pudore degli spettatori ma almeno, a differenza di tutto ciò che siamo abituati a vedere, sono pensate per uno scopo ben preciso e per rendere al meglio una situazione, una storia, una vita.
Ma la critica è necessaria e il problema sarebbe se non ci fosse.
La chiusura dello spettacolo è stata segnata da moltissimi applausi a rendere omaggio ad un opera di immensa levatura e con la quale ci si può sbizzarrire senza mai sconfinare, ma solo per rendere sempre più efficace e sentita agli occhi di tutti un’opera che nasconderà sempre la sua “provocante sensibilità”.
La forza sta nel raccontare, senza melismi o inutili orpelli, questa storia, rispettandone il senso, la musica, l’impressionante forza teatrale, la tradizione, con un linguaggio nuovo, diretto, fresco, accessibile a tutti, in un contesto evidentemente efficace, raffinato, decadente, adatto, comunicativo.
..e comunque il titolo dell’opera è La Traviata!!!!
ALESSANDRO LEO
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