Macbeth al Ponchielli: regia di Gabriele Lavia Sabato 17 Gennaio e domenica 18, alle ore 20:30, la stagione di prosa 2008/2009 del Ponchielli prosegue con un classico dei classici: il “Macbeth” di William Shakespeare, tradotto da Alessandro Serpieri.
A presentare la celebre tragedia sul palco cremonese sarà la Compagnia Lavia Anagni, diretta dal regista Gabriele Lavia che potrà qui essere apprezzato anche nel ruolo del protagonista.
Le scene sono di Alessandro Camera e i costumi di Andrea Viotti; le luci portano la firma di Pietro Sperduti mentre le musiche sono state composte da Giordano Corapi. Dopo averlo interpretato nel 1987, Gabriele Lavia porta in scena un nuovo Macbeth; la feroce tragedia shakespeariana, “tragedia del tempo umano” come la definisce lo stesso Lavia, mostra atmosfere cupe, sanguinarie, dove ambizione e sete di potere vivono nella coppia regale: presenze quasi demoniache, anime mangiate da pensieri malefici.
La scena è stata pensata come “parte del tutto” di un camerino, col suo specchio, il suo lavandino, l'attaccapanni e le sedie, sulla sinistra del proscenio; sulla destra, una scala, casse, bauli di trovarobato e sartoria. Dietro il sipario, uno spazio vuoto che, di scena in scena, viene occupato dagli oggetti che servono, di volta in volta, al modo del racconto.
E poi il Palcoscenico del teatro, diverso in ogni città: Roma, Torino, Pisa, Firenze, Venezia, Catania, Ravenna, Piacenza, Savona.... sempre palcoscenici diversi! “La vita è un'ombra che cammina, un povero attore...”.
Sulla base di questo assurto, il regista ha pensato a un attore che vive la sua “Storia raccontata da un idiota” sulla scena e dietro le quinte, divorato dall'angoscia di non essere mai nel “posto che gli spetta”, di sentirsi fuori ruolo in ogni spettacolo.
E forse ci ricorda figure del Palcoscenico della Nostra Vita. L'opera di Shakespeare ha come tema di fondo il grande mistero della filosofia: l'Essere. Il Non Essere di Amleto, l'illusione dell'Essere di Otello, la rinuncia dell'Essere di Lear, l'incertezza dell'Essere di Macbeth.
Lavia ha dunque impostato la sua visione registica utilizzando la grande metafora del mondo come Teatro che già appare nel Medioevo con Erasmo: “Tutta quanta la vita non è che una commedia dove ognuno recita con maschere diverse e continua nella parte, finchè il Grande Direttore di Scena (Dio) gli fa lasciare il palcoscenico.
E piace a costui condurre, a volte, sulla stessa scena, lo stesso attore con diverse maschere e trasformare in accattone colui che prima indossava la porpora regale...”; con Shakespeare la storia raccontata dal grande Drammaturgo-direttore di scena-Dio, di Erasmo, diventa il racconto “raccontato da un idiota...”.
Biglietti in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372 022001/02).
Prezzi: platea e palchi € 21,00 – galleria € 14,00 - loggione € 9,00
Federica Ermete
15 / 01 / 2009
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